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credits

released November 20, 2015

Testi e musiche: Astolfo Sulla Luna

Sax contralto in The Dry Salvages e Sax baritono in Ibis Redibis Non Morieris In Bello: Emanuele Pontoni

Noise in Fergus: Legno, Corde

Cori in Ar-Men: Filippo Strang/Emanuele Pontoni/Gianluca Timoteo

Registrato/Mixato/Masterizzato da Filippo Strang e Astolfo Sulla Luna presso VDSS Recording Studio, Morolo (FR)

Progetto grafico: Piero Del Gaudio/Francesca Del Gaudio

Foto in copertina: Rosalia Cecere


Prodotto da
Astolfo Sulla Luna
MiaCameretta Records(MIACAM#029)
Naked Lunch Records(NLR021CD)
Toten Schwan Records(TSR51)
Cave Canem DIY(CC12)
I Dischi Del Minollo(IDDM_034)
Edwood Records(ED010)

Distribuito da Audioglobe


www.astolfosullaluna.it

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all rights reserved

about

Astolfo Sulla Luna Italy

Astolfo Sulla Luna è un trio con una naturale inclinazione alla ricerca di combinazioni fra letteratura e matematica. L’approccio alla composizione è simile a quello dell’opera classica, ma prende i suoni e l'attitudine in prestito dalla scena underground, dal noise al post hardcore, dal math rock al jazz core. ... more

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Track Name: The Dry Salvages
Hai presente il moto delle onde?
arrivano solo per poi ripiegare
flusso verso la riva
riflusso verso l’orizzonte
senza mai fermarsi.

nascondere sassi tra la sabbia di una clessidra
per fermare il tempo
come se costruissi trappole al tempo
nascondendole nel tempo stesso.
Trovare modi per fermarti
Qui Ora
Qui Ora.

La mia collezione di ancore è nella stanza degli orologi
ma non hai più una bussola per arrivarci
le battaglie non si vincono mai
con te non si combattono nemmeno
non ho mai avuto i venti a favore
ma ho sempre saputo dare la colpa agli eventi
Hai presente il moto delle onde?
L’ultima cosa che mi hai detto prima di andartene
ho presente il moto di un proiettile senza bersaglio.

Il tempo non guarisce nulla
un tempo per perdere
un tempo per fermare.
Track Name: 2 A cos(π/2)
Quella volta ci prendemmo per mano
e sotto cieli lievi ci guardavamo con malinconia,
era prima di accorgerci di star camminando
uno avanti e l’altro indietro, dandoci le spalle
che ci eravamo già persi.
Allora abbiamo smesso di camminarci accanto
fino a distruggere tutto in una sola linea che chiameremo silenzio.

E adesso il nonparlare il nonpensare il nonpiangere
disperatamente parlano pensano piangono
per mezzo di questo tempo;
così ci passeremo attraverso senza più riconoscerci
nel vuoto che ci colora gli occhi
Quanta catastrofe nei nostri silenzi.
Track Name: Entscheidungsproblem
I want to sleep like that child who wanted to cut his heart to the deep sea

Prendere pugni di sabbia sott’acqua e risalire a mani vuote
Prendere pugni di sabbia sott’acqua e risalire a mani vuote
continuare a tuffarsi a pugni stretti con la facoltà di fallire.
Sai ancora come farmi male.

Sei più inconsistente di queste parole
ma non sei tu che mi fai male
è la memoria
e la memoria è mia.
Quindi lasciami soffrire bene,
lasciati ricordare.
Track Name: Fergus
Spargerò sale sulle nostre rovine
e quando pioverà sarà mare.
allora potrai disperderci le ceneri
di quegli occhi così lucidi
in cui riuscivo a rivedermi, fallire.
O imbarcare acqua,
Lasciarti annegare per cicatrizzare
le ferite che ho disegnato sulla tua schiena
con una lama dal tratto fine e incolore.
Le collezioni con cura,
tra le viscere e il tempo.
Andare lentamente alla deriva
tra un onda e l’altra del mare
Su presto qui ora sempre
e tutto sarà bene
(condizione di semplicità assoluta)

Abisso precipita in abisso.
Abisso precipita in abisso lasciandosi dietro una scia.
Abisso ora è una lacrima di abisso.
Abisso affonda e affiora lasciandosi dietro un abisso.

Allora il mare avrà riempito ogni parte del tuo corpo.
Sentirai sollievo,
poi più nulla.
Track Name: Gödel
Non c’è nessun bisogno
di ricordare com’era davvero
non c’è nessun bisogno
di ricordare per cercare un errore

Era estate
sorridevi con le lacrime agli occhi
su una spiaggia piena di rifiuti e resti di elettrodomestici
il relitto di una lavatrice attirava la mia attenzione
più del tramonto che stava per togliere luce a tutto
forse non era ancora estate, la spiaggia era recintata
camminavamo sull'inferno guardando i fiori
io sorridevo
ma non c’erano i fiori.

Mi restano soltanto le parole e la memoria
le prime le uso per non dire niente
la seconda per rifare gli stessi errori.
Spesso è proprio l’immagine sfocata ciò di cui abbiamo bisogno.
Track Name: L'assedia
C'è un uomo in una scatola
non percepisce niente del mondo
isolato
nell'attesa che prima o poi finisca l'aria.
C'è un altro uomo che apre e chiude la scatola
ad intervalli regolari
condannato ad esistere.
La fine infine vista da lui;
Se stesso non visto da lui;
e da se stesso.
mezzo sospiro
nessuno scacco.

Ci sono due uomini in una scatola
Ci sono due scatole
C'è un solo uomo.
Qualcuno giocava senza re.
L’aria
è finita.
Track Name: Non cadranno foglie stasera
Sei una guerra persa
ancora prima di essere dichiarata
costruivo trincee per lasciarci bastare
come niente fosse
riuscivamo a malapena a scaldarci
era una resa incondizionata
non ero lì per restare.

Neutrale
come niente fosse
ho lasciato che il tempo ti annientasse
non cadranno foglie stasera
era l'ultima volta che aprivo gli occhi per trovarti lì
ho guardato fuori e non c'era più colore.

Dovremmo trovare il coraggio di superarci
come niente fosse.
Track Name: Germe
Parliamo la stessa lingua
le nostre parole sono uguali
ma dicono cose diverse
Quando ho cominciato ad aver paura di farti male
ti facevo già male.
Qualcuno in quel silenzio si muove
per non andare lontano
cognizione del dolore.
Stupenda e misera
che m’hai insegnato
a difendermi, a offendere
ad avere il mondo davanti agli occhi
e chiuderli.

Quando veramente amavo
quando veramente volevo capire
e come allora
abbracciamo i nostri resti
siamo finiti come l’universo
ma non riusciamo a vedere i bordi
il giusto addio
il migliore dei modi
E tu non puoi aiutarmi
tu non puoi aiutarmi
tu non puoi aiutarmi.
Track Name: Ibis redibis non morieris in bello
Come possono queste mura racchiudere così tanti mostri?
Come possono queste parole contenere l’ammasso d’innocenza delle mie colpe?
Vedere soffrire
esserne la causa
dover fare niente
girarsi dall’altra parte
questo è il tuo compito
FARE MALE
FARE MALE
FARE MALE
proteggimi, proteggimi perché ho molto peccato
deridimi e piangimi addosso.
ma proteggiti.
il mostro deve morire.
Queste sono le mie rovine
Entri chi vuole, non troverà che solitudine riflessa nell’universo
delle mie immagini negli infiniti occhi degli infiniti volti degli infiniti corpi
nelle infinite colpe degli infiniti mostri.
Danza come un bimbo mostruoso, danza come un mostruoso padre di se stesso danza il massacro,
danza la morte.
Vittima e carnefice aspettano con trepidazione l’alba
dal buio il rumore uguale e discreto di quel passo
infiniti rumori uguali e discreti di quel passo
apro le braccia e ti aspetto.
Sono quasi felice.
Lo crederesti, Arianna, non mi sono quasi difeso.
Track Name: Ar-Men
[Il mare violento ha mangiato la costa e ormai il faro non serve più a nulla se non a segnalare imperterrito la sua stessa presenza. Le poche volte che riesco a fuggire al flusso del tempo, contemplo questa opera d'arte conclusa in sé in tutta la sua perfezione di fine. Le maree scandiscono il tempo. L'eco raddoppia anche il silenzio. È tutto meravigliosamente grigio.]

Arrivare ad immaginarsi una fine
A contarsi i silenzi e gli intervalli regolari tra i fasci di luce
Per riconoscere il buio
Su maree che non ritornano.
Una nave potrebbe schiantarsi senza fare alcun rumore
A ripetersi, quella vecchia frase ha un volume altissimo,
Che i guardiani dei fari sono come marinai
Che i guardiani dei fari sono come marinai
Che i guardiani dei fari sono come marinai senza coraggio